Reattanza psicologica: perché dire agli altri cosa devono dire, fare, pensare non funziona (mai)

Chi fa comunicazione politica lo sa: più dici a qualcuno cosa deve pensare o fare, più si chiude.
È la reattanza psicologica — la resistenza che nasce quando percepiamo una minaccia alla nostra libertà di scelta.

Sui social, dove ogni messaggio è pubblico e identitario, questa dinamica si amplifica.
Ogni volta che scriviamo un post “imperativo”, rischiamo di attivarla.

Cos’è (davvero) la reattanza

La reattanza è una risposta difensiva: quando sentiamo che qualcuno vuole imporci un comportamento, ci ribelliamo.
Anche se, in teoria, quella scelta sarebbe nel nostro interesse.

Esempio classico:

“Devi andare a votare.”

Suona civico, ma genera resistenza.
Chi legge percepisce un dovere imposto, non un gesto scelto.

La reattanza è il motivo per cui molte campagne “morali” — anche giuste — non funzionano online: confondono invito con imposizione.

Come si attiva online

Sui social, la reattanza si accende quando un messaggio:

  • usa verbi prescrittivi (“devi”, “non puoi”, “smettila di”, “bisogna che”)
  • semplifica il comportamento (“fai questo o sei parte del problema”)
  • nega alternative (“l’unico modo giusto è questo”)

La forma stessa diventa barriera. E l’utente reagisce non al contenuto, ma al tono.

Cosa fare invece

Serve un design delle scelte, non un comando.
Chi comunica deve offrire spazi di libertà apparente — e reale — dentro cui la persona possa agire.
Tre strumenti utili: frame di invito, domande guida, opzioni A/B.

1. Frame di invito

Trasforma l’ordine in proposta.

❌ “Devi informarti prima di parlare.”
✅ “Vale la pena informarsi bene prima di farsi un’idea.”

Il verbo cambia tutto: da imposizione a invito alla partecipazione.

2. Domande guida

Usare domande apre il dialogo e riduce la difesa automatica.

❌ “Smettiamo di credere alle fake news.”
✅ “Come facciamo a distinguere una notizia vera da una falsa?”

Le domande non obbligano: attivano.

3. Opzioni A/B

Offrire alternative comunica rispetto e libertà.

❌ “Condividi questo post per sostenere la causa.”
✅ “Preferisci parlarne o condividerlo? Ogni gesto conta.”

Mostrare una scelta è più efficace che imporne una sola.

Template di call to action non prescrittive

Template 1 – Invito partecipativo

“Vuoi capire meglio come funziona? Ecco dove partire.”

Template 2 – Domanda coinvolgente

“Tu cosa ne pensi: serve una legge o più consapevolezza?”

Template 3 – Scelta aperta

“Puoi commentare, condividere o parlarne offline. Tutto aiuta.”

Tre formule semplici per trasformare un comando in collaborazione.

Perché funziona

Le persone non vogliono essere gestite: vogliono essere considerate.
Un linguaggio che lascia spazio alla scelta comunica rispetto, e il rispetto genera fiducia — anche quando non c’è accordo.

KPI da osservare

  • CTR sulle call civiche: più inviti chiari, meno toni prescrittivi = più clic reali
  • Sentiment dei commenti: tono più disteso, meno oppositivo

In comunicazione politica, la libertà è un alleato, non un rischio.
Lascia scegliere: ti seguiranno di più.