ELI5 senza banalizzare: il test che salva i contenuti complessi

Ridurre la complessità non significa rendere tutto semplice. Significa rendere tutto chiaro.
Nella comunicazione politica — dove i temi sono spesso tecnici, intrecciati, pieni di termini amministrativi o economici — la vera difficoltà non è “semplificare”, ma farsi capire senza perdere sostanza.

In rete si usa l’acronimo ELI5, “Explain Like I’m 5”: spiegamelo come se avessi cinque anni. È un test di chiarezza, non un invito a infantilizzare il pubblico. È il modo più rapido per capire se il messaggio regge fuori dalla bolla degli addetti ai lavori.

Perché serve un test di chiarezza

Il cittadino medio non ha tempo per decodificare sigle, gerghi o subordinazioni infinite. Non perché sia disinteressato o “non preparato”, ma perché l’attenzione è una risorsa limitata.
Un messaggio politico che non si capisce, non esiste.
E se l’unica audience che lo comprende è composta da chi l’ha scritto, stiamo comunicando con noi stessi.

Il principio ELI5 costringe a fare ciò che in politica è raro: riformulare. Tagliare, spostare, rendere visivo. Non cambiare il senso, ma il modo in cui lo raccontiamo.

La tecnica “un’idea – un esempio – un invito”

È una griglia semplice ma efficace per costruire messaggi che restano impressi.

Un’idea – la tesi centrale, detta in una sola frase. Niente subordinate, niente cornici.
Esempio: “Investire nei trasporti pubblici significa ridurre le disuguaglianze.”

Un esempio – un caso concreto che renda visibile l’idea.
“Ogni chilometro di tram in più è un quartiere che si apre a chi non può permettersi l’auto.”

Un invito – cosa vuoi che il pubblico pensi, faccia o ricordi dopo aver ascoltato.
“Il trasporto non è un costo: è un diritto di accesso. Sostieni la proposta X.”

Tre passaggi. Tutto il resto è contorno.

Ridurre non è togliere, è scegliere

Spesso chi comunica temi complessi teme di “perdere spessore” se semplifica. Ma ridurre non vuol dire svuotare: vuol dire dare forma.
Un concetto che non si capisce non è più profondo: è solo confuso.

Per evitare la banalizzazione:

  • Mantieni la precisione lessicale (non cambiare i termini chiave, spiegali).
  • Offri una sola cornice interpretativa alla volta.
  • Alterna astrazione e concretezza: ogni affermazione generale deve avere un esempio pratico.

Come fissare il concetto con i segnaposto visivi

La mente ricorda meglio ciò che vede. Ogni messaggio complesso ha bisogno di un “gancio visivo”: un’immagine, un numero, una scena che resti in memoria.
Può essere un’infografica, una slide, una fotografia coerente con l’idea.
Ma il principio è lo stesso: ogni concetto astratto ha bisogno di un appiglio concreto.

Esempio: invece di dire “la povertà energetica cresce”, mostra la scena di “una famiglia che rinuncia a riscaldare una stanza per risparmiare”.

Il vero obiettivo: far capire in fretta, non semplificare a caso

Il pubblico non ha bisogno che gli si spieghi tutto come a un bambino, ma che chi parla abbia fatto il lavoro di chiarezza al posto suo.
Un buon comunicatore politico non taglia la complessità, la traduce.
Chi ascolta non deve sentirsi “semplificato”: deve sentirsi capito.

La chiarezza non è una rinuncia: è un atto di cura verso chi ascolta.