Una delle sfide centrali per chi comunica in ambito politico è riuscire a veicolare lo stesso nucleo di messaggio attraverso contesti diversi — la diretta televisiva, il video social breve, l’intervento dal palco. Se l’idea si frammenta o perde sostanza nel passaggio tra i formati, il pubblico non riesce a coglierla come unità.
In questo articolo esploriamo come trasformare un’unica idea politica in tre versioni coerenti e riconoscibili: 30 secondi, 90 secondi e un discorso da 3–5 minuti. Parleremo di struttura, ritmo, selezione delle metafore e gestione dei filler verbali. E alla fine proponiamo una checklist concreta da usare prima di comunicare, più KPI semplici per misurare l’efficacia.
Perché serve un messaggio multiplo
Ogni canale ha le sue regole: i social richiedono tagli veloci, in tv serve il filo drammaturgico, al palco serve respiro, scaletta e presenza. Se non progettiamo fin dall’inizio tutte le versioni, rischiamo che ognuna diventi un mosaico scollegato.
Un messaggio coerente, replicabile, adattabile è un segno di disciplina strategica.
Le tre versioni e il loro ruolo
- 30 secondi
Serve per catturare attenzione e passare il nucleo del messaggio. Deve contenere hook + tesi + invito minimale. - 90 secondi
Serve a dare contesto, argomentare brevemente, mostrare almeno un esempio. - 3–5 minuti
Serve per articolare, rispondere obiezioni, dare profondità, mostrare credibilità (dato, testimonianza, piccolo racconto).
Struttura coerente: come mantenere il filo
Per ogni versione il messaggio deve mantenere:
- Hook forte
- Tesi chiara e breve
- Evidenza o esempio concreto
- Invito all’azione (anche minimo)
Le versioni più lunghe espandono, non cambiano il cuore del messaggio.
Ritmo, metafore concrete e filler
- Il ritmo dev’essere variato: alternare frasi brevi e pause.
- Le metafore scelte devono “carreggiarsi” bene su tutte e tre le versioni (quindi scegliere un’unica metafora centrale, non tre diverse).
- I filler verbali (“ehm”, “allora”, “diciamo”) sono nemici della concentrazione: bisogna individuarli, contarli e ridurli nei passaggi.
Checklist prima di comunicare
- Il messaggio in 30s: c’è? È chiaro?
- Le versioni sono coerenti tra loro?
- La metafora scelta si adatta ai tre formati?
- I filler sono sotto controllo (< 2/minuto)?
- Le pause sono pianificate nei momenti chiave?
- L’invito all’azione è presente e riconoscibile?
KPI di base da monitorare
- Retention (percentuale media di visualizzazione) — per video social e TV simulato
- Replay / riproduzioni multiple — quanti tornano sul video
- CTR / click a link / clic su approfondimento — quanto la call to action è efficace
Con questo metodo, il messaggio lascia di meno al caso e più all’impatto. Vuoi che lo convertiamo insieme in una versione pronta per il blog, con sottotitoli SEO e suggerimenti visuali per ogni formato?