Parlare ai giovani senza “giovanilismo”: voci autentiche, non imitazioni

Nella comunicazione politica, intercettare il pubblico giovane non significa vestirsi da giovane, usare slang a prova di dizionario o forzare posture “cool”. Il pericolo del giovanilismo è evidente: si finisce per costruire un’estetica vuota, che il target percepisce subito come artificiale. L’obiettivo vero è usare codici, luoghi e voci che siano credibili. Per farlo ci … Leggi tutto

Comunicare in politica non è “farsi vedere”: è costruire fiducia nel tempo

Costruire fiducia non significa “farsi vedere”, ma documentare in modo costante, chiaro e coerente ciò che si fa. L’articolo mostra come gestire il feed social come un’agenda pubblica: esempi pratici, quattro errori da evitare e un modello sostenibile in cinque passaggi che aiuta amministratori e staff a comunicare con efficacia e continuità.

Politica visiva: perché oggi il contenuto che vince si guarda prima di leggersi

L’urgenza di pensare visual-first Nel frastuono delle piattaforme digitali, il tuo pubblico decide in una manciata di secondi se fermarsi o scorrere oltre. La forma non è più un contorno: è il primo messaggio che invii. Quando metti al centro l’impatto visivo, filtri il rumore e crei un ponte diretto con mente e cuore di … Leggi tutto

Metafore che spiegano, non spettacolarizzano: come trasformare concetti politici in immagini che fanno capire

Le metafore restano uno degli strumenti più potenti della comunicazione politica — se usate con rispetto e criterio. Molti le trattano come ornamenti, ma dietro a ogni metafora ben costruita c’è un pensiero strategico che semplifica, illumina e attiva l’immaginazione del pubblico.

Picture Superiority Effect: come farti ricordare per le politiche, non per gli stunt

Nella comunicazione politica digitale, la memoria è selettiva. Le persone ricordano ciò che vedono, non ciò che leggono. È il cosiddetto Picture Superiority Effect: il cervello umano trattiene molto meglio le informazioni visive rispetto a quelle verbali. Ma c’è un errore frequente: usare le immagini per colpire, non per chiarire. Un contenuto può essere memorabile… … Leggi tutto

Reattanza psicologica: perché dire agli altri cosa devono dire, fare, pensare non funziona (mai)

Chi fa comunicazione politica lo sa: più dici a qualcuno cosa deve pensare o fare, più si chiude.È la reattanza psicologica — la resistenza che nasce quando percepiamo una minaccia alla nostra libertà di scelta. Sui social, dove ogni messaggio è pubblico e identitario, questa dinamica si amplifica.Ogni volta che scriviamo un post “imperativo”, rischiamo … Leggi tutto

Socrate su Instagram: lezioni utili per la comunicazione politica di oggi

La comunicazione politica funziona quando chiarisce, non quando abbellisce. Per farla bene, possiamo rubare a Socrate un metodo più che delle citazioni. Ecco come i suoi principi diventano pratiche operative sui social. Domande prima dei claim Socrate non parte con un discorso, ma con l’elenchos: domande che testano ciò che l’interlocutore crede di sapere. Lo … Leggi tutto

La comunicazione politica nell’economia dell’attenzione

In un’epoca di attenzione limitata, la comunicazione politica deve competere nei feed, non più nei palinsesti. L’informazione passa da social e piattaforme, e il tempo medio d’ingaggio è sotto i 30 secondi: per emergere servono chiarezza, struttura e formati coerenti con l’obiettivo. L’attenzione è la nuova risorsa da progettare.